Le pareti chiodate, anche conosciute come “nail walls” in inglese, sono un sistema di sostegno del terreno utilizzato in ingegneria geotecnica. Questo metodo è impiegato per stabilizzare e supportare il terreno circostante, specialmente durante lavori di scavo o quando è necessario prevenire cedimenti del terreno. Il termine “nail” in questo contesto si riferisce a elementi di ancoraggio, spesso costituiti da barre di acciaio, che vengono inserite nel terreno circostante per fornire un supporto strutturale.

Il processo di costruzione di pareti chiodate generalmente coinvolge i seguenti passaggi.

Perforazione del terreno: Vengono praticati fori nel terreno, solitamente a intervalli regolari lungo la lunghezza della parete.

Inserimento delle barre di ancoraggio: Barre di acciaio, spesso chiamate “chiodi”, vengono inserite nei fori precedentemente perforati. Queste barre forniscono supporto strutturale al terreno circostante.

Iniezione di malta o cemento: Una volta che le barre sono posizionate correttamente, i fori vengono riempiti con malta o cemento. Questo processo serve a consolidare ulteriormente il terreno e ad ancorare saldamente le barre.

Applicazione delle reti elettrosaldate: Le reti elettrosaldate, costituite da fili di acciaio saldati tra loro formando una maglia, vengono posizionate sulla parete chiodata o all’interno del terreno, a seconda delle esigenze progettuali.
Le reti elettrosaldate forniscono un rinforzo aggiuntivo, aiutando a contenere eventuali movimenti del terreno e a migliorare la stabilità globale delle pareti chiodate.

Sprizbeton: Dopo che le reti elettrosaldate sono posizionate, si procede con lo sprizbeton. Questa tecnica permette di riempire gli spazi tra le pareti chiodate e le reti, creando una struttura monolitica e contribuendo a legare insieme il sistema.
La combinazione di reti elettrosaldate e calcestruzzo migliora la resistenza e la coesione complessiva della struttura.